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Il reddito reale medio annuale delle economie domestiche elvetiche è aumentato dello 0,50% nel periodo 2003-2010, ma è evoluto in modo divergente nei vari cantoni: il divario è compreso tra una diminuzione dello 0,90% a Ginevra e una crescita del 2,19% a Svitto.

In Ticino e nei Grigioni è salito rispettivamente dello 0,87% e dello 0,51%, indica oggi l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), che constata anche divergenze crescenti tra i comuni all'interno di 15 cantoni.

Il caso più flagrante è anche sotto questo aspetto il canton Svitto, indica lo studio "Una decomposizione regionale della disuguaglianza dei redditi in Svizzera" realizzato dall'AFC.

Bassi salari con bassi salari, alti con alti

Quest'evoluzione fa dire all'Amministrazione federale delle contribuzioni che nella Confederazione "si delinea lentamente una concentrazione geografica delle economie domestiche con redditi simili". Concretamente ciò significa, ad esempio, che in un comune svittese con una prevalenza di economie domestiche a basso reddito cresce sempre di più il numero di famiglie con salari modesti. Il contrario è vero per le località in cui sono domiciliate famiglie ad alto reddito.

Le divergenze che si delineano a livello di enti locali sono osservabili anche a livello intercantonale. Oltre a Svitto (+2,19%), il reddito medio delle economie domestiche è cresciuto annualmente in particolare nei cantoni di Obvaldo (+1,85%), Zugo (+1,42%) e Basilea Città (+1,17%). È invece diminuito, oltre che a Ginevra (-0,90%) solo ad Appenzello Esterno e Interno (rispettivamente di -0,26 e -0,08%), mentre i cantoni di Neuchâtel (+0,05%), Sciaffusa (+0,23%) e San Gallo (+0,24%) hanno registrato solo una debole crescita.

Al 3% delle famiglie il 15% dei redditi totali

Lo studio dell'AFC, basato sui dati della statistica fiscale delle persone fisiche, rivela anche che in Svizzera il 3,1% delle economie domestiche dispone di redditi reali (ossia calcolati tenendo conto del rincaro) che superano i 126'000 franchi (tre volte il reddito medio), mentre il 25,2% beneficia di un reddito inferiore o uguale alla soglia di povertà di 25'200 franchi (il 60% del reddito medio). Se i primi citati detengono il 14,8% del reddito totale svizzero, i secondi dispongono del 5,7%.

Questa ricerca completa il rapporto pubblicato lo scorso anno dal Consiglio federale sulla ripartizione della ricchezza in Svizzera. Il documento mostrava che le diseguaglianze salariali crescono: i maggiori aumenti di salario si hanno sempre sui redditi più elevati.

La disuguaglianza tende però a diminuire se il confronto vien fatto sul reddito disponibile, ossia se dal salario vengono tolte le quote versate all'AVS/AI e alla previdenza professionale, come pure imposte, tasse e premi di cassa malattia.

Il rapporto del governo mostrava già anche disparità di reddito regionali, confermate oggi dall'AFC.

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SDA-ATS