Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Immagini incredibili, che diventano un manifesto di intolleranza sbattuto in faccia ai tentativi europei di elaborare una politica di accoglienza per le centinaia di migliaia di disperati in fuga da guerre a povertà.

La poco onorevole protagonista di questa vicenda è una video-operatrice della televisione ungherese N1TV ripresa mentre fa deliberatamente lo sgambetto ad un migrante in fuga dalla polizia insieme ad un bambino al confine con la Serbia. Un gesto che comunque le è costato il posto.

Il filmato è stato girato da un altro cameraman in un improvvisato punto di raccolta di migranti entrati in Ungheria dalla Serbia, nei pressi del villaggio di Roszke. Le immagini mostrano un gruppo di persone, esasperate dall'attesa di poter mettersi in viaggio verso il nord Europa, che cercano di sfondare le linee della polizia.

Nel caos, seguito alla carica delle forze dell'ordine, si vede la video-operatrice della N1TV, identificata poi come Petra Laszlo, che per prima cosa scalcia una ragazza in fuga. Poi fa lo sgambetto ad un uomo che teneva in braccio un bambino, riuscito in precedenza a liberarsi alla presa di un agente.

Inondata dalle proteste, l'emittente locale N1TV, vicina al partito di estrema destra Jobbik, ha comunicato che "considera inaccettabile l'accaduto" e che ha "chiuso il rapporto di lavoro" con la Laszlo. L'opposizione di sinistra al governo nazionalista di Viktor Orban ha chiesto che la donna venga accusata di aggressione.

La vicenda è destinata a far discutere ancora, perché proviene da un Paese già sotto i riflettori per la sua politica di netta chiusura ai flussi, in cui il premier ha fatto edificare un muro al confine con la Serbia, e dove oggi tra l'altro è apparso un avviso shock in un villaggio in cui si mette in guardia dal "rischio contagio dalle malattie dei migranti".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS