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Il premier ceco Bohuslav Sobotka mentre annuncia le dimissioni del suo governo

Keystone/AP CTK/ONDREJ DEML

(sda-ats)

Spiazzando tutti, il premier della Repubblica Ceca oggi a Praga ha fatto cadere il suo governo. Bohuslav Sobotka ha motivato la decisione con la vicenda del suo delegato alle finanze, Andrej Babis, sospettato di reati fiscali prima di entrare in politica.

Per molti, invece, il passo del premier sarebbe un modo per provare a disfarsi del rivale, alla guida di un partito che ha il vento in poppa rispetto ai suoi democratici sociali (Cssd).

Per il leader dei popolari, terzo alleato della coalizione di governo, il passo del premier è "la soluzione costituzionalmente più pulita" a una situazione difficile, provocata dalla inchiesta sul vicepremier. "Marketing elettorale", "atto disperato", "caccia al rivale", è la reazione di altri commentatori e politici all'annuncio del premier delle dimissioni del governo.

Sobotka ha spiegato di aver preso questa decisione in seguito al polverone nato dal sospetto che il vicepremier Babis, il leader del movimento populista Ano (Alleanza del cittadino nuovo), prima della discesa in campo abbia commesso illeciti fiscali: per approfittarne personalmente e per favorire la sua holding agroalimentare, Agrofert. "Babis in 4 mesi non era riuscito a scongiurare il sospetto delle frodi fiscali e non ha chiarito la provenienza del suo patrimonio - ha dichiarato Sobotka - Se avessi revocato solo il ministro, gli avrei permesso di svolgere un ruolo del martire nella campagna prima delle elezioni a ottobre".

"Per non fare di Babis un martire, ha preferito far cadere tutto il governo", hanno constatato alcuni analisti, accennando ai sondaggi che danno il movimento Ano alla testa con un comodo vantaggio del 31,5% sui democratici sociali del premier Sobotka, che ristagnano al 12%. "Non me l'aspettavo. È una decisione disperata di un uomo disperato, che minaccia gli interessi della Repubblica Ceca", ha reagito Babis dal canto suo. E ha anche proposto un nuovo premier: l'attuale ministro degli esteri Lubomir Zaoralek (Cssd). "Se Sobotka vuole dare le dimissioni, le dia e che il Cssd nomini un premier nuovo, ad esempio Zaoralek. Noi siamo disposti a negoziare per portare questo governo a buon fine", ha detto.

La decisione finale spetta in ogni caso al presidente Milos Zeman. Gli scenari sono vari: elezioni anticipate o un governo dei tecnici, che gestirebbe il paese fino alle elezioni del 20-21 ottobre. Il governo della coalizione tra i democratici sociali (Cssd), i populisti Ano e i popolari (Kdu-Csl), formato dalle elezioni del 2014, era ritenuto il più stabile degli ultimi 15 anni.

SDA-ATS

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