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Dopo il conteggio del 98% dei voti si dimostra chiara la vittoria nelle elezioni odierne in Repubblica ceca dei socialdemocratici (Cssd, 20,6%), seguiti dal movimento populista Ano (Azione dei cittadini scontenti, 18,7%) e dai comunisti (Kscm, 15%). Il leader del Cssd, Bohuslav Sobotka, deluso del risultato "troppo debole", ha anticipato di voler avviare oggi stesso le trattative con i comunisti sull'appoggio al suo governo.

"Le trattative andranno dalla sinistra verso la destra", ha detto il 42enne politico di carriera, che ha ha escluso dalle trattative la destra del Top 09 e dell'Ods. "I comunisti hanno in programma molti punti simili", ha fatto notare Sobotka.

I due partiti dell'ex coalizione governativa, il Top 09 con l'11,7% e i Civici democratici dell'Ods con il 7,6%, sono arrivati al quarto e al quinto posto. Una sorpresa è stato il partito Usvit (Alba) di Tomio Okamura, l'imprenditore nel settore turistico di origini giapponesi, promotore della democrazia diretta ma anche sostenitore della segregazione razziale dei rom, che ha ottenuto il 7% dei voti.

La soglia di sbarramento del 5% è stata superata anche dai popolari del Kdu-Csl (6,8%) che dopo tre anni di pausa entrano di nuovo in Parlamento e potrebbero diventare un partner strategico nella formazione del governo. Bocciato invece il partito Spoz dei fedelissimi del presidente Milos Zeman.

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SDA-ATS