Navigation

Residenze secondarie: mantenimento diritti acquisiti va garantito

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2012 - 21:32
(Keystone-ATS)

Il gruppo di lavoro istituito da Doris Leuthard sulle residenze secondarie si è messo d'accordo oggi su un progetto di ordinanza che mira a chiarire le questioni "più impellenti". Il progetto sarà sottoposto a un'indagine conoscitiva sotto forma di una conferenza, che avrà luogo il prossimo 18 giugno. In particolare, il mantenimento dei diritti acquisiti deve essere garantito.

"In altre parole, le costruzioni edificate e utilizzate secondo il diritto vigente fino all'11 marzo 2012 potranno continuare ad essere utilizzate nella misura consentita dalla legge" al momento dell'accettazione dell'iniziativa di Franz Weber, indica una nota dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE). "Le abitazioni esistenti devono poter essere vendute ed ereditate liberamente", prosegue il comunicato.

Secondo l'ARE, "al centro del progetto di ordinanza v'è il trattamento da riservare alle residenze secondarie nuove in quei comuni che già oggi presentano una quota superiore al 20%". La proposta del gruppo di lavoro, che sarà l'oggetto dell'audizione prevede che tali comuni, in futuro, potranno autorizzare nuove abitazioni secondarie soltanto nel caso in cui si tratti di "letti caldi".

Sarebbero considerate residenze secondarie tutte le abitazioni in cui gli utenti non hanno il loro domicilio. Per quanto riguarda la data di entrata in vigore dell'ordinanza, saranno presentate due varianti: il 1. settembre 2012 o il 1. gennaio 2013.

L'audizione-conferenza - durante la quale i cantoni, i partiti, le associazioni e le organizzazioni nazionali potranno esprimere il loro parere - si terrà il prossimo 18 giugno. "L'obiettivo è chiarire le questioni aperte, disciplinandole nel limite del possibile in un'ordinanza entro la fine dell'estate", conclude l'ARE.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?