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Resti fossili, forse nuova specie umana

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 marzo 2012 - 20:10
(Keystone-ATS)

Potrebbero appartenere a una nuova specie umana i misteriosi resti fossili di uomini preistorici ritrovati in due grotte nel Sud-Ovest della Cina. Vissuti tra 14'500 e 11'500 anni fa, gli ominidi avrebbero avuto un aspetto inedito, un vero e proprio mix di caratteristiche anatomiche primitive e moderne. La scoperta, che potrebbe scrivere una nuova pagina della storia dell'evoluzione umana, è pubblicata sulla rivista "Plos One" da un gruppo di ricercatori guidati dall'università australiana del Nuovo Galles del Sud, a Sydney.

L'"uomo nuovo" venuto dalla Cina rappresenta un rompicapo per gli esperti, ancora cauti nel classificare i suoi resti fossili definiti come un insolito mosaico di caratteristiche primitive e ancestrali. "I fossili potrebbero appartenere a una specie finora sconosciuta, sopravvissuta fino alla fine dell'era glaciale, circa 11'000 anni fa", spiega il coordinatore dello studio, Darren Curnoe. "In alternativa - aggiunge - potrebbero rappresentare un'antichissima e finora sconosciuta ondata migratoria di uomini moderni provenienti dall'Africa, una popolazione che non avrebbe però contribuito dal punto di vista genetico alle popolazioni moderne".

Tuttavia, rileva, è innegabile che la scoperta "apre un nuovo capitolo nella storia dell'evoluzione umana, quello asiatico, e abbiamo appena iniziato a scriverlo". La scoperta nasce dallo studio, iniziato quattro anni fa, dei resti fossili di tre individui scoperti nel 1989 da un gruppo di archeologi cinesi in una grotta a Maludong, vicino alla città di Mengzi. A questi si è poi aggiunto lo scheletro incompleto di un quarto uomo rinvenuto nel 1979 da un geologo cinese in una caverna vicino al villaggio di Longlin. Proprio nella grotta di Maludong sono stati trovati anche resti di carne di cervo rosso cotta, perciò i ricercatori hanno deciso di battezzare questi primitivi come "popolazione del cervo rosso".

Secondo le prime ricostruzioni, questi individui avrebbero convissuto in Cina con uomini dall'aspetto più moderno quando iniziava a diffondersi la pratica dell'agricoltura. È una rivoluzione per le attuali teorie: finora non erano state trovate in questa regione tracce fossili di specie umane diverse dall'Homo sapiens risalenti agli ultimi 100'000 anni. Per questo si pensava che la regione non fosse abitata dai nostri "cugini" quando giunsero i primi uomini moderni.

"A causa della diversità geografica creata dall'altopiano del Tibet della provincia del Qinghai, la parte sud occidentale della Cina è nota come un fulcro di diversità biologica e culturale, e questa diversità si estende anche nel passato", spiega Ji Xueping, dell'istituto di archeologia dello Yunnan.

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