Navigation

Revocata cittadinanza a 30enne romanda legata a ISIS

Revocata la cittadinanza svizzera ad una donna legata all'ISIS (foto simbolica). KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2020 - 19:39
(Keystone-ATS)

A causa dei legami con l'ISIS una donna di 30 anni di origini romande e con il doppio passaporto perderà con tutta probabilità la cittadinanza svizzera. Il termine di ricorso contro la revoca decisa dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è ormai scaduto.

Esiste in teoria ancora la possibilità che la donna abbia inoltrato un ricorso per posta ad un'ambasciata estera, ha dichiarato questa sera a Keystone-ATS un collaboratore del Tribunale amministrativo federale di San Gallo, in relazione a un servizio della Radiotelevisione svizzerotedesca SRF.

Se nei prossimi giorni non arriveranno notizie in tal senso, il ritiro del passaporto rossocrociato diventerà effettivo a partire da oggi. La donna, che possiede anche la nazionalità francese, è originaria di Berolle, un comune vodese nei pressi di Morges. Le autorità non conoscono il suo luogo attuale di residenza.

Il sito internet del Tages-Anzeiger aveva riferito agli inizi di gennaio che la donna, nata e cresciuta a Ginevra, nel 2016 era partita con le due figlie - all'insaputa dei rispettivi padri - in direzione della Siria, nei territori controllati dal sedicente Stato islamico.

Lì si sarebbe sposata con un combattente dell'ISIS, morto in un raid di droni nel 2018. La vedova ora si troverebbe in un campo nel nord della Siria con i suoi bambini. Le informazioni, tuttavia, non possono essere verificate. La SEM voleva rimpatriare i bambini, ma i tentativi sono finora falliti anche a causa dell'opposizione da parte della madre.

È questa la seconda volta dalla Seconda guerra mondiale che a una persona con la doppia cittadinanza viene ritirato il passaporto svizzero. Il primo caso si è verificato lo scorso settembre, quando la SEM ha revocato il passaporto a una persona con la doppia cittadinanza svizzero-turca. L'uomo, che ha fatto propaganda e reclutato combattenti a favore di un'organizzazione islamista vietata, è stato condannato a una pena detentiva di diversi anni per legami con l'ISIS.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.