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Come conseguenza del voto sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa, i ricercatori svizzeri non possono candidarsi per i contributi dell'UE destinati alla ricerca. Ora 145 studiosi hanno richiesto quindi 219 milioni di franchi al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), indica oggi lo stesso in una nota.

Il FNS ha lanciato a questo scopo gli "SNSF Starting Grants", che dovrebbero sostituire come misura temporanea i relativi aiuti a livello europeo. Inoltre il FNS ha stabilito i membri di una commissione che dovrà indirizzare e coordinare queste misure.

Fino allo scorso 25 marzo, 145 ricercatori avevano fatto richiesta di uno di questi "SNSF Starting Grants", grazie a cui vengono conferiti un massimo di 1,5 milioni di franchi per progetto lungo una durata che non può eccedere i 5 anni. Questi aiuti si rivolgono a nuovi ricercatori promettenti di Istituti svizzeri con due fino a sette anni di esperienza.

Le richieste, che verranno vagliate entro fine 2014, ammontano complessivamente a 219 milioni di franchi, soldi inseriti nel preventivo UE della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI), che ora non può far capo al programma di ricerca UE. Questo modo di procedere deve ancora essere approvato dal Parlamento, precisa il FNS.

Le misure provvisorie dovranno contribuire, secondo il FNS, a garantire l'alta concorrenzialità e internazionalità della ricerca in Svizzera, fino a quando non sarà trovata una soluzione politica con l'UE.

SDA-ATS