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Hanno già suscitato le prime reazioni di rabbia, nei Grigioni, i piani del Consiglio federale di ridurre i canoni d'acqua per venire incontro ai gestori di centrali idroelettriche.

KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

(sda-ats)

Hanno già suscitato le prime reazioni di rabbia, nei Grigioni, i piani del Consiglio federale di ridurre i canoni d'acqua per venire incontro ai gestori di centrali idroelettriche in difficoltà.

Si puniscono unilateralmente i cantoni di montagna, è il tenore delle prime critiche.

"Sono deluso", ha detto all'ats Not Carl, presidente della comunità d'interessi dei comuni concessionari grigionesi: i Grigioni rischiano un minore introito annuale di 35 milioni di franchi (attualmente ne incassano 124). È "brutale" osservare come ora i cantoni di montagna debbano pagare lo scotto solo perché "sono l'anello più debole della catena", ha aggiunto.

Ugualmente adirata la reazione del PPD grigionese: la prevista riduzione è una "punizione unilaterale e ingiustificata delle regioni di montagna" e colpirà duramente i comuni grigionesi, scrive il partito in un comunicato.

"Non siamo disposti ad accettare questo taglio", afferma il suo consigliere agli Stati Stefan Engler citato nella nota. Secondo il "senatore" grigionese, bisogna dapprima stabilire con quale nuovo modello di mercato possano essere ricompensati i vantaggi della forza idrica.

SDA-ATS