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Uno studio pubblicato oggi da UBS sostiene che la riforma "previdenza per la vecchiaia 2020" migliora a lungo termine il finanziamento delle rendite, ma avrà ripercussioni negative sull'equità intergenerazionale (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

La riforma "previdenza per la vecchiaia 2020" migliora a lungo termine il finanziamento delle rendite, ma avrà ripercussioni negative sull'equità intergenerazionale. Queste in sintesi le conclusioni di uno studio pubblicato oggi da UBS.

Gli economisti della grande banca hanno calcolato che se la riforma fosse accettata in votazione, le lacune di finanziamento dell'AVS scenderebbero dal 173,4 al 135,1% del prodotto interno lordo (PIL). Il principale contributo sarebbe garantito dall'aumento di 0,6 punti percentuali dell'IVA, che da sola ridurrebbe l'ammanco di 28,5 punti percentuali.

Primo pilastro: i giovani pagano di più

La riforma "previdenza 2020" comprende però anche misure che sono destinate ad aumentare la lacuna di finanziamento del primo pilastro: l'aumento generalizzato di 70 franchi della rendita di vecchia farà ad esempio aumentare il disavanzo nell'ordine del 24,8% del PIL, sottolinea UBS in una nota.

Per gli autori dello studio, "non sembra equilibrato il fatto che siano soprattutto le giovani generazioni a sostenere l'onere del risanamento della riforma". I giovani "dovranno fare i conti con imposte e trattenute più elevate per tutta la loro vita professionale".

La generazione vicina al pensionamento si troverà invece ad avere "una situazione nettamente migliore di quella attuale": oltre a beneficiare da subito del supplemento di 70 franchi, dovrà infatti "versare imposte e trattenute più alte per un periodo inferiore".

Secondo pilastro: maschi over 45 favoriti

La riforma è peraltro destinata a migliorare anche la stabilità finanziaria del secondo pilastro, in particolare grazie alla riduzione dell'aliquota minima di conversione obbligatoria. Ad essere risparmiati da tale riduzione saranno in particolare gli uomini al di sopra di 45 anni. La tutela dei diritti acquisiti previsti dalla riforma e i tassi di conversione ancora troppo generosi permetteranno di "ridurre soltanto in parte il finanziamento trasversale poco trasparente del secondo pilastro da parte dei lavoratori a spese delle loro rendite future", si legge ancora nella nota.

SDA-ATS

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