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Rischio suicidio 'scritto' nel sangue, rilevabile con analisi

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 agosto 2013 - 14:47
(Keystone-ATS)

La tendenza al suicidio potrebbe essere 'scritta' nel sangue. Lo afferma uno studio dell'Indiana University pubblicato dalla rivista Molecular Psychiatry, che ha individuato alcuni biomarker, rivelabili con una semplice analisi, che potrebbero fare da 'spia'.

I ricercatori hanno seguito per tre anni un gruppo di persone con una diagnosi di disordine bipolare, analizzando il loro sangue ogni tre mesi e trovando diversi geni la cui espressione passa da 'bassa' ad 'alta' quando i pazienti iniziano ad avere pensieri suicidi. In seguito sono state fatte analisi del sangue di persone morte in seguito a suicidio, che hanno confermato l'alto livello dell'espressione degli stessi geni. Infine un'analisi fatta su altri pazienti ha rivelato che quelli con i geni più espressi avevano una probabilità maggiore di finire in ospedale dopo un tentativo di suicidio.

"Quest'ultimo risultato - spiegano gli autori - suggerisce che questi biomarker non entrano in gioco solo quando il suicidio è imminente, ma possono predire anche il rischio a lungo termine. La ricerca ha provato che teoricamente un test del sangue può essere sviluppato, ora però i risultati vanno confermati da studi più ampi che coinvolgano anche le donne, visto che i pazienti analizzati erano tutti uomini".

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