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La risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulle donne, la pace e la sicurezza compie 15 anni: il consigliere federale Didier Burkhalter ha aperto oggi a Ginevra la conferenza che celebra tale ricorrenza.

Nel suo discorso il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha invitato la comunità internazionale a raddoppiare gli sforzi per combattere le violenze sessuali durante i conflitti armati e per coinvolgere in modo più sistematico le donne nei processi di pace e di transizione.

Quindici anni fa, adottando la risoluzione 1325 sulle donne, la pace e la sicurezza, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha lanciato un segnale forte a favore della partecipazione femminile ai processi di pace, precisa un comunicato del DFAE, aggiungendo che la Svizzera è stata tra i primi Paesi ad adottare, già nel 2007, un piano d'azione nazionale per l'attuazione di questa risoluzione e di altre correlate.

Questo piano caratterizza tutti gli aspetti della politica di pace e umanitaria così come delle attività di cooperazione allo sviluppo della Svizzera compresa anche la politica di assunzione dell'Amministrazione federale.

La Svizzera sostiene progetti in zone di conflitti, soprattutto nell'Africa del Nord e nella regione dei Grandi Laghi, che mirano a rafforzare la posizione delle donne dal punto di vista economico e politico, a combattere le violenze fondate sul genere e ad affrontare con strumenti psicosociali i problemi delle donne vittime di queste violenze.

Oggi in occasione del 15esimo anno della risoluzione 1325, la Svizzera ha ribadito il proprio impegno in questo ambito organizzando una conferenza internazionale presso la Maison de la Paix a Ginevra al fine di raccogliere esperienze e opinioni dei diversi protagonisti locali e internazionali. La conferenza intende contribuire alla valutazione dello stato di attuazione della risoluzione 1325, che avrà luogo alla sede dell'Onu di New York in ottobre.

Nel suo discorso di apertura, Burkhalter ha incitato tutti gli attori della comunità internazionale a convergere verso un unico obiettivo, passare dalle buone norme alle buone pratiche. Pur mettendo in luce i progressi compiuti negli ultimi 15 anni, il responsabile del DFAE ha sottolineato la necessità di raddoppiare gli sforzi: l'insicurezza e le gravi violazioni dei diritti delle donne restano purtroppo problemi estremamente preoccupanti in numerosi conflitti e a livello globale il coinvolgimento delle donne nei processi di pace e di transizione è ancora ampiamente insufficiente.

Nella sua allocuzione, Burkhalter ha dichiarato che la risoluzione 1325 ha segnato un punto di svolta. La risoluzione - ha sottolineato - non considera le donne solo come vittime, ma anche come protagoniste essenziali dei processi di pace e di transizione.

La Svizzera - ricorda la nota - sostiene inoltre un'iniziativa delle donne siriane per la pace e la democrazia. Quest'ultimo progetto riunisce varie reti di donne e mira a ottenere un posto al tavolo dei negoziati in vista di una soluzione politica alla crisi siriana.

Nel Myanmar, la voce delle donne nel processo di pace è stata rafforzata tramite corsi di formazione organizzati dai partner istituzionali della Svizzera in questo Paese.

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SDA-ATS