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Ristorni, dialogo con Berna e rispetto dei patti dice Maroni

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 marzo 2012 - 15:46
(Keystone-ATS)

Per trovare una possibile soluzione al problema dei ristorni dei frontalieri, l'Italia deve togliere la Confederazione dalla cosiddetta "black list" e recuperare il dialogo con Berna, che a sua volta deve rispettare i patti. Lo ha detto ieri sera l'ex ministro italiano dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, ad un incontro con i sindaci dei comuni di confine, svoltosi a Lavena Ponte Tresa.

Secondo quanto riferisce il sito online VareseNews, i sindaci hanno espresso nuovamente la loro preoccupazione, soprattutto alla luce delle ultime notizie giunte dalla Confederazione, con il Consiglio Nazionale che vorrebbe ridurre i ristorni sui salari dei frontalieri dal 38,8% al 12,5%. Gli amministratori comunali italiani hanno anche chiesto nuovamente che Roma anticipi il denaro non versato dal Ticino "in attesa di ottenere quanto dovuto".

Le trattative con la Svizzera "sono complicate", ha precisato Maroni, dicendo di non vedere di buon occhio l'ipotesi di rinegoziare l'accordo internazionale sulle imposte dei frontalieri. A suo parare la Svizzera "deve rispettare" i patti assunti con l'Italia.

Al termine dell'incontro è stato votato un nuovo documento che sarà consegnato al Governo italiano, in aggiunta alle varie prese di posizioni assunte nel corso di questi dodici mesi, rileva ancora VareseNews. Si tratta di un documento dei sindaci, le lettere di protesta di alcuni primi cittadini come Sandy Cane sindaco di Viggiù, e le osservazioni del Consiglio regionale lombardo.

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