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Ristorno frontalieri: presidente Consiglio Lombardia scrive a Monti

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2012 - 16:25
(Keystone-ATS)

Un "intervento solerte del Governo italiano in merito alla questione dei ristorni per i frontalieri": lo ha chiesto, in una lettera inviata al premier Mario Monti, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni.

L'obiettivo del Pirellone è di concludere l'accordo in materia fiscale con la Svizzera, caldeggiato anche in un recente incontro a Lugano con rappresentanti del Gran Consiglio ticinese, che permetterebbe di sbloccare le risorse destinate ai Comuni di residenza degli oltre 50'000 lavoratori italiani occupati in Svizzera, bloccate dalle autorità elvetiche in attesa della trattativa con Roma. Poiché ritengo sia una questione importante, non solo dal punto di vista economico, le chiedo di esperire tutti i mezzi possibili, affinché i due Governi giungano celermente a un accordo, ha scritto Boni a Monti.

E il premier italiano ha risposto indirettamente da Bruxelles alla domanda sulla possibilità di un accordo con la Svizzera: "sull'evasione fiscale noi crediamo nel coordinamento europeo della fiscalità".

"Credo che stiamo facendo qualcosa per attaccare la grande evasione fiscale; sulla componente svizzera stiamo valutando", ha detto Monti, avvertendo però che "bisogna anche fare attenzione, perché quello che può sembrare un attacco alla grande evasione fiscale in quella direzione, per certi aspetti può anche essere un condono". "A condoni non vogliamo proprio pensare", ha insistito il presidente del consiglio italiano.

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