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Roche: vicepresidente cda, assurda economia basata solo su profitto

Il vicepresidente del cda di Roche auspica un cambiamento di mentalità nelle aziende. KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2020 - 09:53
(Keystone-ATS)

Un'economia basata sulla massimizzazione del profitto è assurda e inefficace. È quanto afferma il vicepresidente del consiglio d'amministrazione di Roche André Hoffmann in un'intervista concessa nel week-end a "Le Temps".

Il rappresentante del colosso farmaceutico auspica un cambio di mentalità e invita i vertici delle aziende ad assumersi le proprie responsabilità.

"La mia convinzione è che le imprese non debbano più essere gestite solamente secondo gli interessi degli azionisti, ma anche secondo quelli di tutte le parti in causa della società", afferma il manager che, per dieci anni (2007-17), è stato vicepresidente del WWF. Hoffmann precisa comunque di restare a tutti gli effetti un capitalista.

Stando al 61enne, gli impatti ambientali, sociali ed economici sono diventati evidenti. Attualmente, prosegue, si assiste all'apertura di un diverso ciclo di investimenti, di cui potrà approfittare chi saprà cogliere le nuove opportunità.

Membro del consiglio del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR), la cui edizione 2020 comincia domani, Hoffmann sostiene che tale raduno dagli anni '70 è un piattaforma per un'economia degli stakeholder, ovvero per qualsiasi soggetto o gruppo influente. "Un modello d'affari coerente dovrebbe creare valore minimizzando i danni collaterali, invece che lasciare alla collettività il compito di rimediare", aggiunge.

Interrogato sull'aumento dei costi della sanità, il vicepresidente del cda di Roche ammette che i gruppi farmaceutici hanno un'evidente fetta di responsabilità. Tuttavia ricorda che i farmaci al giorno d'oggi rappresentano meno del 15% delle spese legate alla salute. A suo avviso bisognerebbe virare verso un sistema in cui i prezzi dei medicamenti siano fissati in funzione della loro efficacia.

Riguardo all'iniziativa popolare a favore di multinazionali responsabili, che chiede l'introduzione di regole vincolanti per le società basate in Svizzera, anche per le attività all'estero, Hoffmann si dice "al 100% d'accordo con i principi di fondo", ma critica il controllo esercitato dalla politica.

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