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Il premier della Romania, Victor Ponta, si è presentato stamane presso la sede della Direzione nazionale anti-corruzione (DNA) per essere interrogato dai giudici. Ponta è stato messo ufficialmente sotto accusa assieme a Dan Sova, ex ministro dei Trasporti.

I due sono accusati di false dichiarazioni, complicità in evasione fiscale, riciclaggio e conflitto di interesse. Il capo dell'esecutivo è rimasto nell'ufficio dei procuratori per circa trenta minuti ma, secondo quanto riportato dalla Mediafax, non ha rilasciato alcuna dichiarazione avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Proprio ieri mattina, il primo ministro aveva rassegnato le dimissioni dalla guida del suo partito, il Partito socialdemocratico, con una comunicazione ufficiale resa pubblica anche sulla sua pagina Facebook, sostenendo di non voler "ricoprire alcuna carica elettiva/direttiva all'interno del partito" fino a quando non proverà l'estraneità alle accuse nei suoi confronti davanti al giudice.

Nel contempo, ha glissato sulla possibilità di abbandonare la poltrona dell'esecutivo, ruolo che ha ripreso giovedì scorso, dopo un mese speso in Turchia per una operazione al ginocchio e relativa convalescenza. All'uscita dagli uffici della Dna, Ponta ha detto che ritornerà sull'argomento rilasciando dichiarazioni ufficiali solo nel mese di agosto, quando sarà pronta la perizia contabile-finanziaria disposta dai procuratori.

I fatti di cui è accusato risalgono al biennio 2008-2009 quando Ponta, che prima di entrare in politica era stato uno degli avvocati più noti della Romania, era in piena ascesa nel Psd, partito nel quale ha ricoperto per parecchi anni la carica di presidente del fronte giovanile.

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SDA-ATS