Navigation

Ruanda: genocidio, 30 anni a uomo affari per massacro civili

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2010 - 12:49
(Keystone-ATS)

NAIROBI - Il Tribunale internazionale per i crimini in Ruanda (Ictr) con sede ad Arusha, Tanzania, ha condannato oggi a 30 anni di reclusione l'uomo d'affari Gaspard Kanyarukiga, arrestato nel 2004, con l'accusa di "genocidio" e "sterminio". Lo rende noto l'agenzia indipendente Hirondelle.
Kanyarukiga, 65 anni, è considerato uno dei principali responsabili del genocidio che sconvolse il Ruanda 16 anni fa, quando in 100 giorni bande di estremisti di etnia hutu massacrarono 800.000 persone, quasi tutti tutsi, ma anche hutu moderati.
L'uomo d'affari, secondo quanto ha dichiarato il giudice del tribunale Taghrid Hikmet durante la lettura della sentenza, ha organizzato e diretto il massacro di 2.000 civili che avevano cercato rifugio in una chiesa a metà aprile del 1994 a Nyange nell'ovest del Paese. Le vittime furono uccise a colpi di granate lanciate all'interno della chiesa, il cui tetto fu anche dato alle fiamme. Kanyarukiga avrebbe anche ordinato che i corpi fossero dispersi e distrutti. L'uomo d'affari si è difeso affermando di non essere presente a Nyange nel periodo compreso tra il 12 e il 16 aprile del 1994, ma secondo il tribunale diversi testimoni lo inchiodano.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.