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Ci sono volute poco più di due ore per demolire ieri il più grande campo rom di Parigi: nella bidonville alle porte della città, nel 19/o arrondissement (nord-est), vivevano circa 160 persone e tantissimi bambini. Le ruspe non hanno trovato nessuno, solo rifiuti e topi: gli abitanti delle baracche avevano già preso la fuga verso altri campi, nella vicina banlieue. Stamane, poco prima delle 8:30, le ruspe hanno invece preso di sorpresa i rom di Hellemmes e Villeneuve d'Ascq, alla periferia di Lille, nel nord della Francia. Almeno 200 persone sono state espulse.

Altri 300 rom, secondo le associazioni, sono stati allontanati dall'inizio dell'anno nella regione di Lione (centro-est). A Marsiglia un centinaio vive sui marciapiedi vicini ad un centro umanitario. La tregua estiva e l'arrivo del governo socialista non ha cambiato la linea dura impostata dalla precedente amministrazione di destra. "Nicolas Sarkozy non ci ha mai espulso, è stata la sinistra a farlo", ha anzi sottolineato Yann Lafolie, del collettivo Solidaritè Roms, assistendo impotente allo sgombero delle baraccopoli di Lille. Anche Padre Arthur Hervet, della parrocchia di Hellemens, che in passato aveva tenuto testa a Sarkozy rifiutando la Medaglia al merito, si sente "afflitto": "Almeno l'ex presidente - ha esclamato - aveva l'onestà di dirci cosa sarebbe accaduto dopo". In segno di protesta, il parroco ha deciso di battezzare in pubblico una decina di bimbi rom, con l'accordo dei genitori.

Come padre Hervet, le associazioni umanitarie non nascondono la loro preoccupazione. Ma il ministro dell'Interno, Manuel Valls, ha promesso "fermezza", puntando il dito contro i rischi sanitari e di sicurezza dei campi illegali. A Lille le baracche aveva finito con l'invadere i quartieri residenziali, creando gravi tensioni con gli abitanti. "I campi sono una sfida al vivere comune", si è giustificato Valls.

Le associazioni ricordano tuttavia le promesse elettorali del nuovo presidente, che all'epoca della campagna assicurava soluzioni e alloggi alternativi a ogni campo distrutto. Ed invece - accusano - "si cacciano via le persone senza dire loro dove andare". "Da Hollande ci aspettavamo di più", è l'amara conclusione di Roseline Tiset, della Lega dei Diritti dell'Uomo.

Intanto, un aereo con a bordo 240 rom, secondo le stime dei militanti dei gruppi di sostegno, si prepara a partire da Lione diretto in Romania. Si tratta della più grossa espulsione dalla Francia dall'elezione di Francois Hollande all'Eliseo.

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SDA-ATS