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La commissione di controllo dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa chiede alle autorità russe la liberazione immediata delle tre ragazze del collettivo Pussy Riot, in una risoluzione approvata oggi a Parigi e basata anche sul rapporto del consigliere nazionale Andreas Gross (PS/ZH). Esso esorta inoltre il presidente Vladimir Putin a democratizzare il sistema "attraverso riforme concrete".

Le condanne delle attiviste punk così come quella dell'oligarca Mikhail Khodorkovsky, vengono considerate dall'organismo europeo come "la prova che il sistema giudiziario russo è sottomesso alle pressioni politiche e all'influenza del governo".

"È vero che in Russia sono state realizzate utili riforme, come nel settore giudiziario e penitenziario. Altre misure però vengono giudicate molto preoccupanti", è stato sottolineato, citando in particolare "la dissoluzione del Partito Repubblicano nel 2007, l'impossibilità per certi partiti di essere ammessi alla vita politica del paese, il rifiuto sistematico di autorizzare manifestazioni pacifiche, il ricorso a misure forzate per disperdere i dimostranti, il nuovo controllo sui media che limita la libertà di stampa e l'accanimento contro l'opposizione, tutti provvedimenti che hanno nuociuto alla democrazia".

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SDA-ATS