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Nell'impennata dei prezzi legata alla crisi economica del Paese, morso da sanzioni, crollo del rublo e inflazione alle stelle, la vodka è l'unico prodotto che vede scendere il prezzo: da ieri il costo minimo di una bottiglia da mezzo litro è calato da 220 a 185 rubli (da 2,90 a 2,40 franchi), ossia del 15,9%.

"Brindiamo per Putin", è il titolo di un editoriale di Vedomosti, il quale ricorda che lo scorso 24 dicembre Putin aveva invitato a combattere l'alcolismo ma con mezzi ragionevoli. Cinque giorni dopo l'ente federale preposto al controllo dei prezzi degli alcolici dispose la riduzione del prezzo della vodka, entrata in vigore appunto ieri.

Un passo indietro nella crociata contro l'abuso di alcolici, dove la Russia detiene un triste primato, ma spiegabile forse con il fatto che la vodka resta l'unica consolazione a buon mercato in tempi di crisi per le classi meno abbienti. E se da un lato l'aumento del suo prezzo incide positivamente sulla salute della popolazione, dall'altro si riflette negativamente sulla popolarità della leadership: un dilemma secolare per la Russia. Ne sa qualcosa Gorbaciov, che con la sua impopolare campagna contro la vodka ridusse il tasso di mortalità ma anche il suo consenso.

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SDA-ATS