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In Russia si registra un crescente "nervosismo" e "timore per il futuro", di "totale sfiducia" per la classe dirigente e persino di una vera e propria "paura" che il Paese si stia incamminando verso una "nuova guerra mondiale".

Così Lev Gudkov, direttore del Levada Center, l'unico istituto demoscopico indipendente russo finito di recente nel mirino del Cremlino per i suoi dossier 'scomodi', in un'intervista all'agenzia di stampa italiana ANSA.

Stando ai dati del Levada, Putin - il cui consenso supera l'86% - viene visto dai russi come l'ultima speranza a cui aggrapparsi poiché il consenso verso le "istituzioni intermedie" come "governo, Parlamento o autorità locali" è al minimo. Il 'regime putiniano' - che Gudkov definisce come un "totalitarismo imperfetto" - dunque tiene anche perché, al di là del controllo degli apparati statali, una vera alternativa non esiste: "l'opposizione più che altro rappresenta se stessa", annota Gudkov.

SDA-ATS

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