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MOSCA - Violenti temporali hanno spazzato Mosca la notte scorsa per diverse ore mentre la temperatura scendeva attorno ai 20 gradi centigradi: l'estate torrida, con temperature record senza precedenti da mille anni e con devastanti incendi non ancora del tutto domati, forse se ne sta andando davvero, con somma felicità dei moscoviti e di tutta la Russia centrale.
Il fuoco continua a infuriare in alcune regioni e inquieta soprattutto i soccorritori al lavoro per spegnere i boschi attorno alla centrale nucleare di Sarov, circa 500 chilometri a est di Mosca. Le fiamme, innescate due giorni fa da un fulmine, si stanno ancora sviluppando fra i pini della riserva naturale attorno all'impianto atomico. Ma il capo dell'Agenzia per l'energia nucleare Serghei Kirienko rassicura: "Non c'è nessun cambiamento della situazione radioattiva per il paese, il livello di radiazioni è nella norma" e "la situazione a Sarov è sotto controllo". Anche i vicini ucraini della zona di Cernobyl, la centrale nucleare esplosa nell'aprile del 1986, cercano di calmare le preoccupazioni della gente: gli impianti interessati dalla passata catastrofe stavolta sono stati solo sfiorati da un incendio, peraltro subito domato, che ha consumato in una fiammata l'erba di un campo situato a circa 500 metri.
Il ministero russo per le situazioni di emergenza conferma intanto che gli incendi diminuiscono di ora in ora: al mattino, le zone di crisi coprivano 17.000 ettari contro i 170.000 e oltre dei giorni più difficili. Se però la vita normale sta riprendendo, c'è chi non si rassegna al dolore: è il caso di Andrei Galkin, un trentenne che ha visto morire il padre nella lotta contro un incendio, e che ha rifiutato oggi l'offerta di una nuova casa proposta dal premier Vladimir Putin per i superstiti.

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SDA-ATS