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È entrato in vigore oggi il decreto siglato dal presidente Vladimir Putin che ordina la distruzione dei prodotti agroalimentari arrivati in Russia dall'Occidente violando l'embargo imposto l'anno scorso da Mosca.

L'iniziativa di Putin ha suscitato polemiche in un Paese che in passato ha conosciuto la penuria alimentare e che conta ora oltre 20 milioni di persone sotto la soglia di povertà.

C'è chi difende la decisione del presidente russo, ma anche chi avanza proposte alternative, come distribuire questi prodotti tra le persone meno abbienti o tra gli abitanti del Donbass in guerra.

Secondo Nezavisimaia Gazeta, oltre 200'000 persone hanno firmato una petizione online sul sito Change.org per chiedere di non distruggere i beni alimentari sequestrati, ma consegnarli a pensionati, invalidi e famiglie con molti figli a carico.

Nell'agosto del 2014 la Russia ha bloccato le importazioni di frutta, verdura, prodotti caseari, carne e pesce da Usa, Paesi Ue e altri Stati che le hanno imposto delle sanzioni per la crisi ucraina. Ma alcuni beni sanzionati arrivano illegalmente in Russia, soprattutto attraverso Bielorussia e Kazakistan, che fanno parte dell'Unione economica euroasiatica guidata da Mosca.

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SDA-ATS