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MOSCA - Mosca torna respirare nonostante un'afa che persiste attorno ai 30-32 gradi durante il giorno. Le temperature più basse notturne sono vissute come un miracolo dagli abitanti. I cieli sono puliti, qualche nuvola di pioggia si fa viva, lo smog sta scomparendo quasi del tutto.
La capitale torna alla normalità, sperando che le previsioni pessimiste dei meteorologi, nuova afa e cappe di monossido di carbonio che potrebbero tornare già domenica, non si avverino. Oggi il presidente Dmitri Medvedev ha revocato lo stato di emergenza in tre delle nove zone più colpite, Vladimir, Voronesh e Mari El. Le fiamme sprigionate dalla torba vengono spente sempre di più dalle acque dei fiumi raccolte dai soccorritori del ministero per lo stato di emergenza.
Le autorità hanno di nuovo escluso possibili catastrofi legate agli incendi creatisi in zone contaminate da materiale radioattivo, soprattutto quelle toccate dalla catastrofe della centrale nucleare di Cernobyl del 1986. Ma qualche timore persiste, se proprio stamane il traffico ferroviario è stato chiuso per vicini incendi nei pressi della città di Sarov, sede di un centro nucleare.
Medvedev sta facendo il conto dei danni subiti in queste settimane di caldo insolito che la Russia non ha mai provato da secoli: il grano, in primo luogo, ha perduto un 25% di raccolti, e il prezzo di alcuni prodotti come il pane segna una impennata. Sono soprattutto cresciuti alle stelle i costi dei condizionatori, comunque ormai introvabili. Della situazione approfittano i cinesi, gli unici che riescono a vendere i ventilatori: hanno una garanzia di 15 giorni, di solito si rompono il sedicesimo.

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SDA-ATS