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Russia: protesta anti Putin, scontri e oltre 400 fermi

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 maggio 2012 - 19:56
(Keystone-ATS)

Scontri con la polizia, 27 feriti tra cui 20 poliziotti, oltre 400 dimostranti fermati, compresi tre leader della rivolta: il bilancio della manifestazione dell'opposizione a Mosca contro Putin getta un'ombra sul suo terzo insediamento al Cremlino, previsto domani in pompa magna, alla presenza tra gli altri dell'ex premier italiano ed amico Silvio Berlusconi.

Una nuova prova di forza, un test cruciale sulla tenuta del movimento di contestazione, a cinque mesi dalla sua nascita sull'onda dei brogli delle legislative e della prospettiva di un ritorno di Vladimir Putin al Cremlino per altri 12 anni.

L'opposizione russa ha dimostrato oggi di essere ancora viva, tornando in piazza con numeri inferiori a quelli dei mesi scorsi ma al di sopra di ogni aspettativa, tenendo conto anche del lungo ponte festivo riservato tradizionalmente alla riapertura delle dacie: non è stata certo "la marcia dei milioni", come era stata trionfalmente battezzata, ma i partecipanti sono stati oltre 30mila, contro i 5.000 autorizzati e gli 8.000 mila stimati dalla polizia.

Segno che i germi della protesta sono attecchiti, forse in modo irreversibile, e che le blande riforme promosse dal Cremlino non bastano. L'eterogenea opposizione di piazza, tenuta insieme dall'antiputinismo, sconta però la mancanza di una strategia, di una piattaforma che vada oltre i soliti slogan di una "Russia senza Putin".

Oggi la marcia è stata tranquilla finchè uno dei leader più oltranzisti della protesta, Serghiei Udaltsov, non ha invitato provocatoriamente i dimostranti ad un sit-in all'inizio di piazza Bolotnaia per chiedere l'annullamento del giuramento di Putin ed un intervento in diretta sulle tv federali.

Dopo il suo arresto sono seguiti i primi tafferugli: la folla ha sfondato un primo cordone di polizia, ma gli 'Omon' antisommossa schierati a difesa del ponte sulla Moscova davanti al Cremlino hanno caricato violentemente con i manganelli arrestando in più riprese oltre 400 persone: tra loro anche il popolare blogger anti Putin Alexiei Navalni e l'ex vicepremier Boris Nemtsov.

Negli scontri, i peggiori degli ultimi mesi, si sono visti anche fumogeni, che la polizia ha attribuito al lancio di molotov da parte dei manifestanti, accusati anche di aver gettato anche pietre e bottiglie d'acqua. Gli agenti hanno poi fatto sfollare i dimostranti, rimasti così senza il comizio. In serata contromanifestazione del Fronte popolare putiniano al parco della Vittoria, con circa 30 mila sostenitori.

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