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Torna a crescere dopo 25 anni di declino (e quasi 40 di stasi) la popolazione della Russia. Lo rivelano gli ultimi dati dell'Agenzia Federale di Statistiche, secondo i quali nei primi sei mesi del 2012 il numero degli abitanti del Paese più vasto del mondo è salito modestamente di 85'600 unità rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: fino a raggiungere un totale di 143,1 milioni di persone.

Si tratta di un primo segnale significativo d'inversione di tendenza sul fronte demografico dopo il primo incremento simbolico, di poco più di 5'000 persone, registrato nel 2011. A contribuire al recupero è stato l'aumento dell'immigrazione, ma anche la riduzione del tasso di mortalità.

Il dato appare incoraggiante per gli obiettivi del presidente Vladimir Putin, che ha indicato il superamento della crisi demografica della Russia - minaccia strutturale alle ambizioni del Paese nel medio-lungo periodo, malgrado il rilancio economico e geopolitico degli ultimi anni - fra le priorità del suo terzo mandato al Cremlino.

La Russia ha perduto circa 5 milioni di abitanti a causa del calo della natalità e del mancato miglioramento dei livelli di mortalità registrati a partire dall'ultima fase dell'era sovietica e accentuatisi nei primi anni '90 sullo sfondo dei pesanti contraccolpi della transizione post-comunista. Un fenomeno che secondo diversi demografi è destinato a continuare a produrre effetti negativi nei decenni a venire.

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SDA-ATS