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Donald Trump Jr.

KEYSTONE/AP/RICHARD DREW

(sda-ats)

C'era anche un lobbista per il governo russo tra i presenti a quell'incontro nel giugno 2016 fra Donald Trump Jr e una avvocatessa russa nella convinzione che questa avesse informazioni potenzialmente compromettenti per l'allora rivale Hillary Clinton.

È l'ultima rivelazione che mette adesso a dura prova i già fragili - sebbene determinati - tentativi di difesa da parte del presidente Donald Trump in persona per quell'episodio minimizzato a "standard in politica" e verso il suo primogenito, "un ragazzo eccellente".

Sta di fatto che Donald Trump Jr nelle sue ammissioni pubbliche nei giorni scorsi, in quello "sforzo di trasparenza" pure lodato dal presidente, nel diffondere le mail che avevano preceduto l'incontro e nel comparire in tv per spiegare che per lui era "solo ricerca" sull'opposizione, aveva omesso di riferire che tra i presenti - oltre a Jared Kushner che se ne era andato poco dopo e Paul Manafort, allora responsabile della campagna di Trump - c'era anche Rinat Akhmetshin, lobbista russo-americano di base a Washington, che ha confermato alla Associated Press di avervi preso parte.

Secondo la CNN, erano almeno otto le persone presenti.

Un nuovo elemento che si impone subito all'attenzione di chi guida i vari tronconi dell'inchiesta sul "Russiagate". Quella guidata del procuratore speciale Robert Mueller, responsabile per le indagini facenti capo al dipartimento di Giustizia - che secondo indiscrezioni di media prenderà in esame l'episodio - e quella in corso al Congresso, già attivatosi con la convocazione di Donald Trump Jr da parte della commissione Giustizia al Senato e la richiesta di documenti avanzata dalla commissione Intelligence.

A complicare lo scenario sono quindi i quesiti che emergono in queste ore sulla partecipazione di Rinat Akhmetshin a quell'incontro oltre un anno fa, in particolare dopo il profilo che la NBC ha tracciato del lobbista russo-americano, ipotizzando che si tratta di un ex agente del controspionaggio sovietico, sospettato da alcune fonti statunitensi di avere tuttora legami con i servizi segreti di Mosca.

Akhmetshin, che in aprile era finito nel mirino del senatore repubblicano Charles Grassley per non essersi attenuto alle regole delle lobby, avrebbe servito nelle forze armate dell'URSS. Sarebbe poi emigrato negli USA, dove attualmente gode della doppia cittadinanza russa e americana.

Alan Futerfas, l'avvocato di Donald Trump Jr., ha detto intanto alla NBC che due persone avevano accompagnato l'avvocatessa Natalia Veselnitskaya all'incontro con il suo cliente: un traduttore e un altro individuo descritto come "amico di Emin [Agalarov] (la pop star che aveva "offerto" l'incontro ndr) e forse di Natalia".

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SDA-ATS