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Rytz rimane in corsa nonostante no dei PPD, per Glättli sono fifoni

Nessun passo indietro. KEYSTONE/MARCEL BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2019 - 13:41
(Keystone-ATS)

La partita è ancora da giocare, mancano ancora tre settimane per convincere i parlamentari a votarmi: è la posizione della presidente Verdi Regula Rytz, che mantiene la sua candidatura al Consiglio federale.

Nonostante il PPD, partito considerato ago della bilancia, abbia fatto sapere che in dicembre non la voterà. "Sono dei fifoni", sostiene il capogruppo ecologista Balthasar Glättli.

In dichiarazioni riportate dalla SonntagsZeitung, Glättli si dice irritato dall'atteggiamento della formazione di ispirazione cristiana, che accusa di avere un approccio "hasenfüssig", letteralmente da conigli. "Mi chiedo se il PPD abbia veramente il coraggio di assumere più influenza nel Consiglio federale", afferma il consigliere nazionale zurighese. In un governo con tre rappresentanti UDC e PLR da una parte e tre esponenti PS e Verdi dall'altra la PPD Viola Amherd potrebbe infatti decidere dove sta la maggioranza.

Per Glättli la cosiddetta formula magica appare oggi ancora di cemento armato e i partiti borghesi sono impegnati a difenderla. Il 47enne non crede inoltre che i colloqui proposti dagli stessi partiti sulla composizione del governo possano portare a qualcosa: a suo avviso si tratta di manovre diversive.

Il PPD ha deciso ieri di non tenere nemmeno delle audizioni con la candidata Rytz: per i Verdi la strada si fa quindi parecchio in salita, ma Glättli non intende mollare. "L'elezione del Consiglio federale ha una dinamica propria: la corsa è decisa solo al traguardo".

Dello stesso avviso è la stessa Rytz. "Sono pronta per il compito e voglio assumerlo: ma chiaramente è come con lo sport, prima non si sa mai se si avrà o no successo", dice in un'intervista al SonntagsBlick. La presidente dei Verdi (dal 2012 dapprima come copresidente, dal 2016 da sola) non vuole sentir parlare di piani per convincere i parlamentari di centro: "sono le elettrici e gli elettori che hanno stilato il piano, ora si tratta di vedere se i parlamentari lo rispetteranno".

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