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Sì armonizzazione orari negozi, primo sì in commissione

Tutti i commerci della Svizzera dovrebbero poter rimanere aperti in settimana dalle 06.00 alle 20.00 e il sabato fino alle 19.00. Ne è convinta la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S) che, per 8 voti a 4, ha deciso di affrontare la Legge federale sugli orari di apertura dei negozi (LANeg), nata da una mozione del consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI).

Dopo aver approvato l'entrata nel merito, la CET-S ha tuttavia deciso di rinviare l'esame dettagliato del progetto governativo: i lavori riprenderanno dopo che il Dipartimento federale dell'economa, della formazione e della ricerca (DEFR) avrà sentito i rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica, dettisi contrari - a larga maggioranza - a questa legge.

In particolare, la CET-S chiede che il DEFR discuta con i cantoni alcuni aspetti delicati messi in risalto anche dai membri della commissione contrari alla legge, come la ripartizione delle competenze tra Confederazione e cantoni in questo settore, l'effetto della proroga degli orari di apertura sul turismo degli acquisti e l'impatto dell'apprezzamento del franco su questo fenomeno.

In generale, indica una nota odierna dei Servizi parlamentari, la maggioranza della CET-S crede che la LANEg rappresenti uno strumento appropriato che permetterà di mitigare gli effetti negativi del turismo degli acquisiti sui dettaglianti - con effetti positivi sugli impieghi -, specie dopo la recente decisione della Banca nazionale svizzera di sganciarsi il franco dall'euro.

Stando alla maggioranza, inoltre, il progetto prevede un'estensione "moderata" delle ore di apertura dei negozi se paragonato con le regolamentazioni cantonali in vigore. I proprietari rimangono liberi di fissare gli orari nel quadro della legge. I diritti dei lavoratori e il congedo domenicale non vengono toccati dalla normativa.

Una minoranza auspica invece che la competenza in materia rimanga ai cantoni. Ha fatto inoltre notare che tutti i tentativi esperiti finora, a livello cantonale, per allungare gli orari dei negozi sono stati respinti dal popolo.

La minoranza giudica che non sia possibile stabilire un legame concreto tra gli orari dei negozi e il turismo degli acquisti: quest'ultimo fenomeno è semmai il frutto delle differenze di prezzi tra la Svizzera e gli Stati confinanti. Vi è poi il pericolo che la legge avvantaggi soprattutto i grandi dettaglianti a scapito dei piccoli negozianti. Gli impiegati rischierebbero inoltre di dover lavorare più a lungo, con tutte le ricadute negative del caso sulla vita famigliare.

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