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S&P taglia rating Grecia e Portogallo

Portogallo e Grecia di nuovo colpiti dalla scure delle delle agenzie di rating. E per Lisbona appare ormai ineludibile il salvataggio internazionale, mentre il rischio contagio della crisi del debito spinge l'euro giù.

Standard & Poor's ha tagliato il rating sui due paesi spiegando che il vertice dei leader europei del 25 marzo ha di fatto aperto strada alla ristrutturazione del debito sovrano come "una delle possibili precondizioni per ottenere gli aiuti dal fondo Esm", il fondo permanente European stability mechanism che scatterà nel 2013.

La mossa di S&P non è giunta inaspettata, ma anzi, soprattutto nel caso del Portogallo, suona come la certificazione del tracollo del Paese, travolto anche dalla crisi politica, mentre sono state riviste in peggio le stime sul Pil 2011 con una contrazione dell'1,4% per poi vedere una crescita nel 2012 di appena lo 0,3%. Tanto che S&P vede "probabile" il ricorso al fondo salva-Stati temporaneo Efsf e poi a quello permanente Esm, "visto il difficile accesso del Portogallo al mercato dei capitali e le considerevoli necessità finanziarie".

A poco meno di un anno dal salvataggio Ue-Fmi, la Grecia è ancora in difficoltà con i conti: S&P ha tagliato il rating di due gradini a BB-, portandolo tre livelli sotto l'investment grade, e non esclude un ulteriore taglio. Per il Portogallo, S&P ha bocciato il merito di credito per la seconda volta in appena 4 giorni, declassandolo al livello minimo di investment grade (a BBB- da BBB) ossia a un passo da investimento spazzatura. L'outlook è negativo e per l'agenzia è ora "probabile" il ricorso al fondo salva-Stati Efsf e poi all'Esm.

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