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Il CEO della Saint-Gobain tenta di convincere tramite una lettera aperta gli azionisti e il personale dell'elvetica Sika della legittimità della presa di controllo da parte del gruppo francese.

Nella missiva, non ancora pubblicata ma della quale i giornali "Schweiz am Sonntag" e "Zentralschweiz am Sonnatg" hanno ottenuto una copia, il CEO Pierre-André de Chalendar invita ad un dialogo costruttivo. Il gruppo francese approfitta dell'occasione per ricordare che è già stabilmente presente in Svizzera.

Secondo la Saint-Gobain, Sika potrebbe continuare a essere diretta come fino ad ora anche dopo l'acquisizione. Il gruppo ha inoltre ripetuto che non ha intenzione di fare offerte per altre azioni che non siano quelle relative al 16% detenuto dalla famiglia Burkhard, gli eredi del fondatore dell'azienda di Baar (ZG).

Nella lettera il CEO cerca di tranquillizzare un po' tutti, affermando che "non c'è l'intenzione di procedere né a licenziamenti né a qualunque ristrutturazione".

Lunga diatriba

La direzione e parte del consiglio d'amministrazione di Sika si oppongono da mesi alla vendita da parte della Schenker-Winkler Holding (SWH) - della famiglia Burkhard - della sua quota di capitale di Sika a Saint-Gobain. Il gruppo francese ha concluso in dicembre un accordo da 2,75 miliardi di franchi per rilevare la partecipazione di SWH con un premio dell'80% rispetto al corso del titolo.

La quota di SWH ammonta al 16,1% del capitale, ma corrisponde al 52,4% dei diritti di voto, cosa che permetterebbe a Saint-Gobain di prendere il controllo della società senza lanciare un'offerta pubblica d'acquisto (OPA).

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SDA-ATS