Navigation

Sakineh: Larijani al WSJ, cercheremo di salvarle vita

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 novembre 2010 - 18:05
(Keystone-ATS)

NEW YORK - Mohammad Javad Larijani, il capo del Consiglio dei diritti umani della Repubblica islamica iraniana, ha detto al Wall Street Journal che sta lavorando assieme al sistema giudiziario per salvare la vita di Sakineh Ashtiani.
Sakineh Mohammadi-Ashtiani, una donna di Tabriz di 42 anni, è stata condannata a morte per adulterio e per omicidio del coniuge. In un primo tempo la sentenza avrebbe dovuto essere eseguita con la lapidazione, poi le autorità giudiziarie hanno parlato di una possibile impiccagione.
Nell'intervista al, Wsj Larijani, che si trova a New York per opporsi ad una risoluzione Onu che condanna l'Iran sui diritti umani, ha tuttavia difeso la pena inizialmente inflitta a Sakineh e ha sottolineato di considerare "la lapidazione necessaria come importante deterrente contro i crimini".
Il delegato iraniano ha spiegato che la lapidazione prevede "una serie di azioni: si possono lanciare pietre in quantità limitata e la lapidazione è una punizione minore rispetto all'esecuzione, perchè ci sono possibilità di sopravvivere". Il capo del Consiglio per i diritti umani ha sostenuto poi che la mortale tortura con le pietre non avviene da anni perchè è in vigore una moratoria di fatto.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?