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Salari: sondaggio UBS, nel 2011 aumento 1,6% nominale, 0,7% reale

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2010 - 11:55
(Keystone-ATS)

ZURIGO - Buste paga più pesanti nel 2011: la previsione è degli economisti di UBS, che sulla base di un sondaggio si aspettano un aumento dell'1,6% dei salari nominali. Considerato che gli stessi specialisti stimano il rincaro allo 0,9%, le retribuzioni reali dovrebbero progredire dello 0,7%.
Per quanto riguarda l'anno in corso la stima dell'inflazione di UBS è dello 0,7%. L'aumento medio accordato ai dipendenti dalle imprese interrogate è stato dell'1,1%: in termini reali il salario dovrebbe essere così cresciuto dello 0,4%, si legge in un comunicato odierno della grande banca.
Dopo la ripresa sorprendentemente robusta dell'economia elvetica alla fine di quest'anno in molti settori c'è necessità di recuperare. In particolare nell'industria metallurgica ed elettronica, nonché nell'edilizia gli aumenti saranno superiori a quelli dell'anno scorso.
Nonostante le incertezze legate ai cambi, che incidono sull'export, gli imprenditori guardano con fiducia al futuro e puntano su una crescita moderata. UBS prevede che l'espansione del prodotto interno lordo raggiungerà il 2,3%.
Le società interpellate si aspettano anche un calo della disoccupazione: un'opinione condivisa dagli economisti dell'istituto, che puntano su una quota di senza lavoro del 3,4% dopo il 3,9% di quest'anno. I rapporti con l'UE rimangono fondamentali: il 60% delle aziende afferma infatti di aver approfittato negli ultimi tre anni della libera circolazione delle persone nel reclutamento della forza lavoro.
Il sondaggio, condotto dal 1989, ha interessato quest'anno 315 imprese e organizzazioni padronali e dei lavoratori di 22 rami economici, che rappresentano oltre i due terzi della popolazione attiva. Fra il 1989 e il 2009 lo scarto medio fra la previsione degli esperti di UBS e il dato reale poi calcolato dall'Ufficio federale di statistica è stato di 0,31 punti percentuali, viene precisato.

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