Tutte le notizie in breve

Dal 2015 al 2016 le persone che nel mondo soffrono la fame sono aumentate da 80 a 108 milioni, 28 milioni in più (+25,9%).

KEYSTONE/AP UNICEF/MACKENZIE KNOWLES-COURSIN

(sda-ats)

Dal 2015 al 2016 le persone che nel mondo soffrono la fame a causa di eventi climatici estremi, picchi localizzati dei prezzi alimentari ma soprattutto conflitti armati sono aumentate da 80 a 108 milioni, 28 milioni in più (+25,9%).

Il dato emerge dal rapporto congiunto Pam-Fao-Commissione europea sulle crisi alimentari, presentato a Bruxelles. Le situazioni più drammatiche si vivono nello Yemen, con oltre 14 milioni di persone in condizione di insicurezza alimentare, Etiopia (9,7 mln), Afghanistan (8,5 mln), Nigeria del Nord (8,1 mln) e Siria (7 mln).

Il "denominatore comune di queste situazioni - spiega all'ANSA il vicedirettore generale della Fao Daniel Gustafson - è quasi sempre la guerra". Vero soprattutto per Yemen, Siria, Nigeria del Nord-est e Sudan del Sud. "Teniamo conto che si tratta di aree per lo più rurali - prosegue Gustafson - e se i conflitti si protraggono nel tempo tutto collassa: l'agricoltura, le infrastrutture, il commercio.

Così aumenta il rischio di picchi nei prezzi alimentari e si innesca una spirale di fame e povertà che può costringere i nuclei familiari a spostarsi altrove", soprattutto in paesi vicini, ma anche contribuendo ad aumentare le pressione dei flussi migratori sull'Europa. In altre aree come il Corno d'Africa, Haiti, o paesi come Malawi e Zimbabwe sono la siccità e le conseguenze di fenomeni climatici come el Nino che portano alla carestia.

Le popolazioni colpite sono essenzialmente agricoltori con attività di piccola scala, che quando si spostano finiscono per non ritornare "perché non hanno più nulla: né terra, né acqua, né animali". "L'insicurezza alimentare - conclude Gustafson - sia in paesi colpiti da carestia sia in altri a medio reddito procapite è certamente un fattore che spinge a spostarsi entro i confini o a migrare verso altre realtà".

"Questo rapporto - ha dichiarato il commissario Ue per la cooperazione e lo sviluppo internazionale - mette in evidenza la necessità di agire per rispondere alle crisi alimentari e affrontarne le cause alla radice. Nel 2016, l'Ue ha già stanziato 550 milioni di euro, seguiti da altri 165 milioni che abbiamo appena mobilitato per assistere le persone colpite dalla carestia e dalla siccità nel Corno d'Africa".

SDA-ATS

 Tutte le notizie in breve