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Aveva sottratto e rivenduto vecchie armi di servizio: un ex agente di polizia è stato dichiarato colpevole dal Tribunale distrettuale di San Gallo di furto e di violazione della legge sulle armi. Un secondo ex poliziotto è stato condannato per denuncia mendace.

Secondo la sentenza resa pubblica oggi, i due sono stati condannati a una pena pecuniaria con la condizionale di rispettivamente 50 e 70 aliquote giornaliere. Il tribunale li ha assolti per quanto riguarda certi capi d'accusa e ha rinunciato a concedere un risarcimento di 5000 franchi allo Stato, come era stato richiesto dal pubblico ministero.

La sentenza non è ancora definitiva. I due poliziotti erano stati condannati alla fine del 2016 dalla procura con un decreto d'accusa, ma l'avevano contestato. Sono così comparsi davanti al tribunale il 18 maggio scorso. Gli avvocati della difesa hanno chiesto l'assoluzione dei loro assistiti.

Uno dei due ex funzionari aveva organizzato per conto della polizia cantonale azioni di restituzione volontaria d'armi di servizio. Tra marzo 2008 e maggio 2012, aveva sottratto e rivenduto due armi, intascando il ricavato.

Lo stesso ex poliziotto aveva inoltre comperato 64 armi a titolo privato, che aveva poi rivenduto. Secondo l'accusa, l'uomo non era in possesso né di un permesso di acquisto di armi, né di una licenza di vendita.

L'altro ex funzionario era accusato di furto di vari oggetti nell'armeria della polizia cantonale, tra cui un set di mirini. Dato che aveva inizialmente testimoniato affermando che era stato un collega a consegnargli il set di mirini, è stato condannato per denuncia mendace.

SDA-ATS