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Sanità: protesi PIP; produttore ammette inganno, era meno caro

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 gennaio 2012 - 08:35
(Keystone-ATS)

Jean-Claude Mas, fondatore della società produttrice delle protesi mammarie PIP - sott'accusa per il rischio rottura e le possibili conseguenze cancerogene - ha ammesso di essere a conoscenza che il prodotto conteneva un gel al silicone non approvato e certificato dalle autorità competenti.

Si tratta - ha spiegato agli inquirenti secondo alcuni verbali dell'interrogatorio - di una formula di sua produzione che però "non presenta nessun rischio per la salute", ha detto. "Sapevo che il gel non era certificato. L'ho fatto consapevolmente, perché il gel PIP era più economico e la resa migliore", ha aggiunto Mas interrogato dagli inquirenti un paio di mesi fa.

Mars - secondo le stesse ricostruzioni - "diede l'ordine di nascondere la verità all'organo di certificazione tedesco Tuv, anni prima l'immissione sul mercato degli impianti" sotto accusa: "ho dato l'ordine di coprire tutti i documenti relativi al gel PIP e di far sparire i contenitori che lo contenevano".

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