Navigation

Santos, possibile paese in pace e senza guerriglia

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 agosto 2010 - 09:30
(Keystone-ATS)

BOGOTÀ - "Ai gruppi armati illegittimi che accampano ragioni politiche e tornano un'altra volta a parlare di negoziati, voglio dire che la porta del dialogo non è chiusa a chiave". Lo ha assicurato oggi il neopresidente colombiano Juan Manuel Santos nel suo primo discorso pronunciato dopo aver assunto il potere.
Sempre riferendosi ai guerriglieri delle Farc e dell'Eln, Santos ha comunque avvertito che, prima di accedere a nuovi negoziati di pace, devono liberare tutti gli ostaggi nelle loro mani e a rinunciare al narcotraffico.
Quanto al contenzioso con il Venezuela, il cui presidente Hugo Chavez ha deciso la rottura dei rapporti diplomatici con la Colombia dopo le accuse dell'ex presidente colombiano Alvaro Uribe, secondo il quale consentirebbe la presenza di 1.500 guerriglieri delle Farc nel suo territorio, il neocapo di Stato ha assicurato di essere disposto "a ristabilire la fiducia" tra i due Paesi e di volerlo fare "con un dialogo franco e diretto e al più presto possibile".
Intanto, poche ore prima di lasciare il potere al suo successore Juan Manuel Santos, il presidente colombiano uscente Alvaro Uribe ha presentato alla Corte penale internazionale dell'Aja e alla Commissione interamericana per i diritti umani una denuncia contro il capo dello Stato venezuelano Hugo Chavez per il suo presunto appoggio ai guerriglieri delle Farc.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.