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Scatta caccia a miliardi dei Gheddafi

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2011 - 18:50
(Keystone-ATS)

Caccia ai miliardi della "Muammar e Figli". Il clan Gheddafi potrebbe avere miliardi di dollari nascosti in conti bancari segreti a Dubai, nel sud-est asiatico e in Paesi del Golfo, oltre alla ragnatela di investimenti amministrati dal fondo sovrano dello stato libico in settori che vanno dall'oro nero agli hotel, dalle banche alle squadre di calcio.

Dal Financial Times, che oggi ha messo le mani su un cablogramma del Dipartimento di Stato del maggio 2006 intitolato "Gheddafi Inc.", emerge oggi il ritratto di un paese gestito come feudo personale dal rais e i suoi parenti. Un portafoglio notoriamente opaco, secondo il documento del fondo di Wikileaks consultato dal quotidiano finanziario, che Gheddafi hanno costruito 41 anni di tirannia e che che ha dato al rais e alla sua famiglia "diretto accesso a investimenti nel settore del petrolio e del gas, delle telecomunicazioni, dello sviluppo di infrastrutture, hotel, mass media e distribuzione di beni al consumo".

È un capitale enorme che, col passare delle ore e in assenza di sanzioni internazionali, potrebbe venire inghiottito in fondi segreti offshore, hanno messo in guardia politici e attivisti internazionali.

Sono possibili azioni unilaterali: la Svizzera, che nei giorni scorsi ha bloccato conti sospettati di far capo ai deposti presidenti egiziano Hosni Mubarak e tunisino Ben Ali, segue "molto da vicino" gli sviluppi legati alla Gheddafi Inc. Secondo Tim Niblock, specialista di politica mediorientale all'Università di Exeter, ci sarebbe infatti una discrepanza di parecchi miliardi tra i proventi del greggio e le spese del governo: un differenza che probabilmente ha costribuito alla ricchezza personale del rais e dei suoi nove figli.

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