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Schengen: Sommaruga contro competenze a Commissione Ue

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2011 - 18:39
(Keystone-ATS)

La Svizzera non è disposta a delegare competenze alla Commissione dell'Unione europea per quanto riguarda l'eventuale reintroduzione dei controlli ai propri confini. La consigliera federale Simonetta Sommaruga lo ha ribadito oggi a Bruxelles, dove ha partecipato al comitato misto Schengen del Consiglio dei ministri della giustizia e degli interni dell'Unione europea.

La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) "si è detta favorevole a quanto proposto dalla Commissione per definire i criteri della reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne in situazioni eccezionali, ma non approva l'idea di delegare alla Commissione la competenza decisionale in materia", si legge in una nota diramata a Berna dal DFGP.

Simonetta Sommaruga ha evidenziato "l'importanza di criteri chiari e concreti" per limitare in via temporanea la libera circolazione delle persone in caso di grave minaccia dell'ordine pubblico o della sicurezza interna. Ma ha ribadito quanto aveva già detto ai colleghi europei a giugno, ossia che la decisione deve continuare a spettare ai singoli stati dell'area Schengen.

In talune circostanze - riconosce la ministra - un'azione concertata e una reazione tempestiva sono nell'interesse di tutti gli Stati Schengen, Svizzera inclusa, ad esempio nel caso di gravi lacune nella protezione delle frontiere esterne. A tale proposito, si legge nella nota, è stata accolta favorevolmente una proposta della Commissione tesa a imporre l'applicazione uniforme delle regole Schengen. Quale Stato associato, la Svizzera parteciperà agli ulteriori lavori e alle discussioni in materia.

Per quanto riguarda l'adesione a Schengen della Romania e della Bulgaria, la consigliera federale ha rilevato che la Svizzera appoggia la proposta di compromesso della presidenza, che prevede l'adesione graduale dei due Paesi. Comunque i ministri europei non sono ancora riusciti a concordare un termine concreto per l'adesione, apertamente osteggiata da Olanda e Finlandia.

È stata anche discussa una proposta dell'Austria e dell'Ungheria tesa a intensificare la cooperazione nella lotta alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti. "Il comitato misto ha convenuto di affrontare di comune intesa le sfide in questo settore", riferisce il comunicato del DFGP.

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