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In linea di principio, la Svizzera dovrebbe partecipare al secondo piano di ricollocamento di migranti stabilito dal Comitato misto Schengen dei ministri della giustizia e dell'interno, riunitosi ieri a Bruxelles e al quale ha partecipato anche Simonetta Sommaruga

È quanto si legge in una nota odierna del Dipartimento di giustizia e polizia (DFGP), in cui si precisa che il numero di persone interessate non è ancora stato stabilito. A livello europeo, intanto, diversi Stati hanno insistito affinché le procedure per il ricollocamento di 160 mila persone deciso alcuni mesi fa dal GAI venga accelerato.

Circa il problema dei flussi migratori, il Consiglio federale ha già deciso di accogliere 1500 persone da Grecia e Italia, Paesi particolarmente esposti al problema. Berna ha anche stanziato ulteriori 70 milioni di franchi per il sostegno ai profughi siriani in loco e nei Paesi confinanti, come la Turchia. L'Ue intende aumentare gli aiuti finanziari sul posto con altri 500 milioni di euro.

Nel corso della riunione di ieri, la Presidente della Confederazione ha dichiarato che è necessario collaborare strettamente con i Paesi di provenienza e di transito. Sommaruga, specifica la nota, ha ribadito l'importanza di un meccanismo permanente di ripartizione in caso di emergenza e ha accolto con favore un incontro, fissato per dicembre, per discutere il rispetto della normativa Schengen.

La responsabile del DFGP ha anche incontrato il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, con cui ha discusso "sullo stato delle consultazioni tra Svizzera e UE in merito all'Accordo sulla libera circolazione delle persone". Nel corso di una breve conferenza stampa, la presidente della Confederazione non ha voluto dire niente sul contenuto dei colloqui, aggiungendo che nelle prossime settimane è previsto un nuovo incontro con Juncker.

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SDA-ATS