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In materia di accoglienza dei richiedenti asilo la Svizzera è giunta al limite dalla sua capacità: lo ha detto il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann, che oggi a Vienna ha incontrato il suo omologo austriaco Heinz Fischer.

Al centro del colloquio anche i rapporti tra la Svizzera e l'Unione europea.

Schneider-Ammann ha detto che per la Svizzera le relazioni con l'UE saranno il tema prioritario di quest'anno. Ha spiegato che Berna si impegna per trovare una soluzione consensuale con l'UE nel quadro dell'accordo esistente sulla libera circolazione mediante l'introduzione di una clausola di salvaguardia. Ha inoltre sottolineato che è nell'interesse di entrambe le parti salvaguardare la via bilaterale e rafforzarla ulteriormente.

Al centro dei colloqui vi erano la migrazione verso l'Europa e, in questo contesto, la dichiarazione d'intenti dell'Austria di prevedere un valore limite (37'500 quest'anno) per determinare l'accoglienza di rifugiati. Nel 2015 in Svizzera - secondo cifre odierne - sono state presentate 39'500 domande. Schneider-Ammann ha rilevato che la Svizzera già oggi conta il 25% di popolazione straniera, una percentuale che "alla gente mette paura".

Malgrado l'Austria voglia mettere un limite a livello nazionale, i due presidenti si sono detti unanimi nel ritenere che, in considerazione dei forti flussi di profughi verso l'Europa, occorrerebbe trovare al più presto una soluzione congiunta a livello europeo.

Dopo essersi soffermati sui rispettivi interessi in materia di politica della formazione, i due presidenti hanno discusso di lotta al terrorismo, della situazione in Siria, delle relazioni con l'Iran e della cooperazione tra la Svizzera e l'Austria nell'ambito dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Nel 2017 l'Austria assumerà la presidenza dell'OSCE.

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SDA-ATS