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Sciopero donne: in migliaia in strada per parità salariale

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 giugno 2011 - 20:41
(Keystone-ATS)

Migliaia di donne e simpatizzanti hanno partecipato oggi alle manifestazioni organizzate a Berna e nei vari capoluoghi cantonali, per richiamare l'attenzione sulla persistente disparità salariale fra uomini e donne. Per commemorare il ventennale del primo sciopero delle donne, attuato il 14 giugno 1991, diverse azioni si sono svolte davanti a stazioni e banche, in parchi pubblici e nelle aziende.

Sono stati distribuiti decine di migliaia di cioccolatini con la scritta: "Il nostro lavoro vale molto di più!". A Ginevra le donne hanno fatto picnic davanti all'ospedale cantonale. Alcuni cortei si sono svolti nel pomeriggio per le strade di varie località. A Berna le partecipanti erano 1'300, a Ginevra 1'000, 300 a Delémont e a Basilea, 200 a Lucerna.

Le persone presenti alla fatidica "ora dei fischi di protesta" - alle 14.06 - erano circa 400 a Berna, 300 a Losanna, 250 a Basilea, 200 a Ginevra, 150 a Friburgo, Winterthur e San Gallo, 100 a Zurigo, 60 a Sciaffusa, 50 a Lugano, 40 a Lucerna e 30 ad Aarau.

La coordinatrice di questa azione, Lea Kusano, ha detto all'ATS di essere delusa dalla modesta partecipazione, tanto più che le associazioni organizzatrici negli scorsi giorni avevano distribuito oltre 40'000 fischietti. Ma "molti fischietti si sono fatti sentire all'interno delle aziende". E la mobilitazione ha comunque richiamato più gente a fine giornata.

Solo poche parlamentari hanno potuto sostenere le loro compagne nelle manifestazioni. Le Camere federali stanno infatti affrontando la terza settimana della sessione estiva. Nel pomeriggio, esprimendosi durante l'ora delle domande in Consiglio Nazionale, le consigliere federali hanno mostrato nel loro abbigliamento il colore rosa fucsia, simbolo dello sciopero delle donne.

Per l'occasione, Eveline Widmer-Schlumpf ha indicato che l'anno scorso quattro aziende sulle 377 a cui la Confederazione ha attribuito mandati sono state oggetto di verifiche sul rispetto della parità salariale. La consigliera federale ha ammesso che il numero è stato un po' esiguo.

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