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Scontri tra bande rivali in prigione Messico, 28 morti (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA EFE/MARIA MEZA

(sda-ats)

Almeno 28 detenuti della prigione di Acapulco, nella costa occidentale del Messico, sono rimasti uccisi ieri in scontri tra bande rivali. Lo riferiscono fonti ufficiali ai media.

Il portavoce della sicurezza dello Stato di Guerrero, Roberto Alvarez Heredia, ha precisato che gli scontri sono esplosi intorno alle 4 del mattino (le 13 in Svizzera) e dopo diverse ore grazie all'intervento delle forze dell'ordine la situazione è tornata sotto controllo.

In un primo momento lo stesso Alvarez Heredia aveva diffuso un bilancio preliminare di 6 morti e un ferito, ma poche ore dopo le autorità di Guerrero, lo Stato messicano dove si trova Acapulco, hanno cambiato la versione ufficiale sul brutale episodio. Si era parlato, infatti, di un piccolo gruppo di detenuti del modulo di alta sicurezza del Centro di Reinserimento Sociale (Ceres) di Las Cruces, nella periferia di Acapulco, che si erano scontrati a colpi di coltello.

Ora, invece, fonti ufficiali citate dal quotidiano Proceso riferiscono di una sparatoria avvenuta ieri dentro al carcere mentre su internet sono state diffuse immagini raccapriccianti, probabilmente riprese da un elicottero, di vari cadaveri gettati in diversi punti del centro di reclusione.

Nelle foto si vedono quattro corpi decapitati davanti all'ingresso del carcere - apparentemente con cartelli recanti messaggi minatori, secondo la tradizione delle bande narco messicane - e almeno altri due in un'altra parte del centro di reclusione.

Secondo Proceso, le informazioni sulla reale entità del massacro sarebbero state deliberatamente ritardate a causa della presenza ieri ad Acapulco del segretario per la Sicurezza Interna Usa, John Kelly, che ha incontrato i ministri messicani della Marina e della Difesa, Vidal Francisco Soberon Sanz e Salvador Cienfuegos Zepeda.

Nel 2016 Acapulco è diventata la capitale messicana degli omicidi, e la seconda città con il più alto tasso di morti violente al mondo, dopo Caracas, a causa degli scontri fra bande criminali che si disputano il controllo dei traffici illeciti nel porto della città.

SDA-ATS