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Ventisette nuove specie di vertebrati, di cui 23 anfibi e rettili, sono state scoperte nelle foreste dell'Arco orientale della Tanzania, note come le 'Galapagos dell'Africa', da un team internazionale di ricercatori coordinato dal Museo italiano delle Scienze di Trento (Muse).

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Diversity and Distributions", documenta la ricchezza faunistica delle montagne dell'Arco Orientale del Kenya e della Tanzania, confermandone l'importanza come uno dei siti a maggiore diversità biologica al mondo.

Lo studio ha anche identificato alcuni fattori ecologici che spiegano tale ricchezza biologica: insieme all'ampiezza residua di foresta pluviale - che è l'habitat primario in queste montagne - anche il gradiente di altitudine e la piovosità si sono infatti rivelati fattori critici nel determinare il numero di specie presenti.

"Lo studio indica quanto poco conosciamo aree già ritenute importanti e inserite nella lista dei 34 hotspots globali di biodiversità, e dimostra come ancora oggi basilari inventari delle specie presenti in un'area siano essenziali alla conoscenza del patrimonio biologico del pianeta", dice Francesco Rovero, curatore della Sezione di Biodiversità tropicale del Muse, che ha coordinato la preparazione della pubblicazione.

In secondo luogo - prosegue Rovero - i risultati ci permettono di ordinare i blocchi montuosi per importanza biologica e identificare quali fattori sono essenziali al mantenimento di tale ricchezza, fornendo ai governi locali importanti raccomandazioni gestionali, tra cui la candidatura dell'area come patrimonio dell'umanità dell'Unesco".

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SDA-ATS