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Piattaforma online specializzata nella vendita di biglietti nel mirino della SECO

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha avviato azioni civili contro la piattaforma online specializzata nella vendita di biglietti per eventi Viagogo e la società di prodotti di bellezza Luxstyle.

Le due cause hanno lo scopo di impedire pratiche commerciali da loro messe in atto e considerate "sleali", si legge in una nota odierna.

L'azione legale che riguarda Viagogo è stata inoltrata al Tribunale commerciale di Zurigo il 21 settembre. La SECO intende in questo modo "rendere più trasparente il sito internet di questo rivenditore di biglietti a livello mondiale", fondato in Inghilterra ma che dal 2012 ha sede sociale a Ginevra.

Negli ultimi due anni sono pervenuti oltre 260 reclami concernenti l'operato di Viagogo, di cui molti provenienti dall'estero, sottolinea il comunicato. La SECO vuole che sulla pagina web venga "chiaramente" segnalato, per tutta la procedura d'acquisto, il "prezzo effettivo da pagare per i biglietti". Questo costo deve anche comprendere l'IVA e tutti i supplementi non facoltativi, come le spese amministrative e di spedizione.

Viagogo dovrà inoltre indicare inequivocabilmente sul proprio portale di essere una piattaforma di rivendita di biglietti. Alla società viene anche chiesto di evitare di mettere "gli interessati sotto pressione in maniera artificiale" e di usare "espressioni fuorvianti o ingannevoli" come per esempio "prezzo più basso" o "nessuna coda", puntualizza la SECO.

In mattinata la Federazione romanda dei consumatori (FRC) ha reso noto di aver sporto denuncia presso il Ministero pubblico ginevrino contro la stessa Viagogo. L'associazione, che afferma di avere ricevuto da inizio 2017 quasi un centinaio di segnalazioni, accusa la piattaforma online di essere vaga riguardo le tariffe dei biglietti, di condurre modalità di vendita aggressive, di indicare una quantità di posti ancora disponibili spesso falsa e di presentare il sito come la pagina ufficiale di una manifestazione.

Luxstyle spediva merce mai ordinata

È stata invece depositata presso il Tribunale commerciale del canton Berna lo scorso 29 giugno la causa nei confronti di Luxstyle, azienda con sede a Odense (Danimarca) attiva nella vendita di articoli di cosmesi. La SECO, ricorda la nota, aveva già pubblicato nel dicembre 2016 un avvertimento relativo alle pratiche poco cristalline del portale www.stylelux.ch, gestito dalla società in questione. Molti degli interessati hanno lamentato il fatto di essersi visti recapitare merce senza averne confermato l'ordinazione. Al momento della consegna tra l'altro erano state fatturate spese e tasse doganali mai menzionate prima. Più di 200 reclami sono arrivati sul tavolo dei funzionari di Berna.

Stando alla SECO, con il suo operato il gruppo danese, che offre i propri prodotti tramite pubblicità anche su Facebook e Instagram, contravviene alle disposizioni sulla trasparenza valide per i negozi online contenute nella Legge contro la concorrenza sleale e alle prescrizioni dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi.

Viene contestata soprattutto l'assenza di un riepilogo dell'ordinazione, che inoltre non può esser modificata. Manca poi l'indicazione corretta del costo finale della merce e le menzioni legate a eventuali spese doganali, di sdoganamento e all'IVA svizzera.

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SDA-ATS