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A tre mesi e mezzo dalla votazione popolare, a seconda iniziativa dell'UDC "Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l'attuazione)" gode del sostegno dei due terzi degli elettori.

Lo indica un sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern, lo stesso che sistematicamente compie le inchieste per conto di SRG SSR prima delle consultazioni popolari. Il sondaggio, questa volta condotto su mandato dell'associazione dell'industria farmaceutica Interpharma e cui la Neue Zürcher Zeitung (NZZ) dedica oggi un articolo, ha coinvolto un campione di oltre 2500 aventi diritto di voto, interrogati telefonicamente tra il 19 e il 31 ottobre. L'istituto ha però tenuto conto solo delle risposte delle 1456 persone certe di votare il prossimo 28 febbraio. Il margine di errore è di +/- 2 punti percentuali, indica il rapporto che gfs.bern ha pubblicato ieri su internet.

L'effettiva capacità di questo tipo di rilevamenti demoscopici di fornire indicazioni sulla volontà popolare è stata oggetto di grossi dubbi. Nel 2010 SRG SSR aveva addirittura sospeso temporaneamente la pubblicazione dei sondaggi, dopo che l'istituto diretto da Claude Longchamp aveva pronosticato una solida maggioranza contraria all'iniziativa "Contro l'edificazione di minareti", invece accolta il 29 novembre del 2009 con il 57% dei voti a favore.

Ma proprio quella iniziativa, con tutte le altre promosse dalla destra e con riferimento agli stranieri, sono state ricche di insegnamenti per gfs.bern. Contrariamente a quanto avviene in generale - durante la campagna la proporzione dei sostenitori di un'iniziativa può ridursi di 15 punti percentuali - in questi casi il sostegno alle iniziative resta solido, come è avvenuto per l'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa", si legge nel rapporto.

E la situazione di partenza del testo sull'espulsione dei criminali stranieri è migliore di quella accolta il 9 febbraio dello scorso anno perché, malgrado l'intervallo ancora lungo prima del voto, molti elettori (60%) hanno già un'opinione definitiva, precisa il documento. "Un sì (all'Iniziativa per l'attuazione) è nell'aria", afferma Longchamp, interrogato dalla NZZ.

Il 45% degli interrogati si dice "certamente" e il 21% "tendenzialmente" favorevole al testo. Il 15% è "certamente" e il 16% "tendenzialmente" contrario. Il 3% "non sa o non ha fornito una risposta", indica gfs.bern. L'iniziativa raccoglie senza sorpresa moltissime adesioni tra i simpatizzanti dell'UDC, ma pare in grado di sedurre anche la maggioranza degli elettori vicini a PLR, PPD e Verdi liberali. L'istituto non fornisce informazioni distinte per le tre principali regioni linguistiche.

Interrogando il campione gfs.bern non ha contestualizzato il voto, limitandosi in buona sostanza a chiedere l'opinione sul testo in votazione. Gli interrogati non erano dunque necessariamente al corrente sui "retroscena".

Le Camere federali questa primavera hanno infatti adottato una legge d'applicazione di una prima iniziativa dell'UDC, quella intitolata "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)", accolta dal 53% dei votanti il 28 novembre 2010. La norma, tenendo conto del principio costituzionale della proporzionalità, conferisce un margine di manovra al giudice nel decidere sull'espulsione di un criminale straniero.

Scontenta per le tergiversazioni nell'applicazione del nuovo articolo costituzionale, l'UDC ha promosso una seconda iniziativa detta appunto "d'attuazione", che prevede un rinvio senza eccezioni degli autori di una serie di reati e abusi delle assicurazioni sociali.

Il Consiglio federale lo scorso mese ha deciso di attendere l'esito della votazione del 28 febbraio su questo testo prima di fissare l'entrata in vigore della nuova legislazione. Un'entrata in vigore prematura della riforma potrebbe creare un rompicapo giuridico, se il popolo dovesse sostenere l'Iniziativa per l'attuazione e quindi iscrivere direttamente nella Costituzione il catalogo di reati e le condizioni di espulsione. I tribunali sarebbero allora confrontati con disposizioni contraddittorie del Codice penale e della Legge fondamentale, ha argomentato il governo.

Il sondaggio finanziato da Interpharma ha riguardato anche l'iniziativa "Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione" (RASA, abbreviazione del tedesco Raus aus der Sackgasse), che ha l'obiettivo di abrogare dalla Costituzione le disposizioni del testo sull'immigrazione di massa ed è stata depositata alla fine di ottobre. Il 44% degli interrogati appoggia il testo, il 45% vi si oppone. L'iniziativa dovrebbe essere affossata, ritiene Longchamp.

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SDA-ATS