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Secondo pilastro:Travail.Suisse vuole proteggere le rendite

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2011 - 14:22
(Keystone-ATS)

Nel secondo pilastro vi è una contraddizione, afferma Travail.Suisse. Mentre agli assicurati si predica che bisogna ridurre urgentemente le prestazioni, gli assicuratori vita e i gli istituti di previdenza intascano ogni anno miliardi di franchi.

Secondo il sindacato il Consiglio federale e il parlamento ignorano questo paradosso, e si sono così giocati molta fiducia della popolazione. Il "no" chiaro all'abbassamento del tasso di conversione emerso dalle urne nel marzo 2010 ne è il risultato.

In una conferenza stampa a Berna, Travail.Suisse ha presentato oggi le sue soluzioni: in primo luogo gli assicurati devono poter partecipare in maniera equa alle eccedenze delle fondazioni di assicurazione vita.

Se non dovesse esse possibile migliorare la regolamentazione della "legal-quote" - il meccanismo di ripartizione delle eccedenze tra gli assicuratori e gli azionisti della compagnia assicurativa - sarebbe inevitabile una separazione degli assicuratori vita e degli istituti di previdenza, ritiene Travail.Suisse. Al congresso del 10 settembre il sindacato voterà su questo tema.

In secondo luogo, le spese amministrative, che secondo uno studio commissionato dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ammontano a 3,7 miliardi di franchi all'anno, vanno ridotte. Il secondo pilastro non è la gallina dalle uova d'oro dell'industria finanziaria, sottolinea il sindacato.

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