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Migranti eritrei a Como

KEYSTONE/TI-PRESS/FRANCESCA AGOSTA

(sda-ats)

Nel 2016 la Segreteria di stato della migrazione (SEM) ha revocato in 145 casi l'asilo in Svizzera a rifugiati riconosciuti perché si erano recati temporaneamente in visita in patria.

Una portavoce della SEM ha confermato oggi la cifra riportata dalla "SonntagsZeitung". Il maggior numero di casi di revoca riguardava iracheni (36), seguiti da bosniaci (25), vietnamiti (17) e turchi (9). Gli eritrei - di cui si è spesso parlato a questo riguardo negli ultimi tempi - figurano al quinto posto, con sei casi.

Nel 2015 i casi di revoca dello status di rifugiato a causa di temporanei ritorni in patria erano stati in tutto 189, contro le 106 del 2014. Oggetto del provvedimento erano stati principalmente iracheni (63), seguiti da vietnamiti (21), bosniaci (20), turchi (17), tunisini (14) ed eritrei (7), aveva indicato il 4 luglio 2016 la SEM confermando l'informazione pubblicata il giorno prima dalla "NZZ am Sonntag".

La Segreteria aveva allora specificato che la statistica in questione non comprende solo le persone recatesi effettivamente nel paese d'origine ma anche quelle postesi in altro modo sotto la sua "protezione", per esempio per aver chiesto un passaporto nell'ambasciata in Svizzera.

I viaggi in patria di asseriti profughi hanno sollevato a più riprese discussioni in parlamento e fuori, soprattutto per quanto riguarda gli eritrei.

A questo proposito la "SonntagsZeitung" fa notare come i viaggi di eritrei siano particolarmente difficili da provare perché non ci sono voli diretti dalla Svizzera per il paese africano.

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SDA-ATS