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Sempre più medici specialisti vogliono mettersi in proprio

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2012 - 15:35
(Keystone-ATS)

Ciò che si temeva si sta avverando: da quando non è più in vigore la moratoria sull'apertura di studi medici, ossia da questo gennaio, molti specialisti hanno deciso di mettersi in proprio. Lo scrivono oggi i quotidiani "Der Bund" e "Tages-Anzeiger", secondo i quali in gennaio 323 persone - 200 in più rispetto a un anno fa - hanno fatto richiesta all'associazione nazionale degli assicuratori Santésuisse per ottenere un numero di fatturazione. Forte l'incremento nel Ticino e a Ginevra.

"Le richieste per un numero di fatturazione sono un indicatore di quanti medici intendono rendersi indipendenti facendosi pagare le prestazioni dall'assicurazione di base", ha detto all'ats la portavoce di Santésuisse Silvia Schütz, confermando le cifre pubblicate dai quotidiani.

"Da un anno all'altro si è passati da 123 a 323 domande; un incremento del 163%", ha spiegato. Invariato invece su un anno il numero di domande - 57 - inoltrare da medici di famiglia, figure professionali di cui si lamenta tra l'altro una certa mancanza in Svizzera

Schütz mette tuttavia in guardia: la richiesta di un numero di fatturazione non significa per forza l'apertura di uno studio medico in proprio. "Numerosi specialisti che si sono annunciati hanno sicuramente già lavorato in passato come dipendenti di studi medici più grandi", ha precisato. "Adesso ne approfittano per avere un proprio numero: il tempo ci dirà che cosa poi intendano fare veramente", ha sottolineato la portavoce.

Ad ogni modo, Santésuisse teme un incremento dei costi - e quindi dei premi - qualora molti specialisti dovessero optare per uno studio proprio. "È tuttavia difficile stimare ora quanto tutto ciò costerà in più alle casse malattia", ha ammesso la Schütz.

Il numero di medici - specialisti e no - stranieri che si è rivolto a Santésuisse per un numero di fatturazione è del 40%. Le richieste di un numero di fatturazione sono state superiori alla media in Ticino e Ginevra.

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