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Il presidente della commissione d'inchiesta americana, il senatore democratico Carl Levin, ha giudicato l'accordo tra la banca elvetica Credit Suisse e le autorità giudiziarie americane adeguato. Levin ha però deplorato il fatto che non verrà fornito nessun nome di clienti.

"Il Credit Suisse viene così reso penalmente responsabile di complicità in evasione fiscale", ha dichiarato il senatore ieri sera. Nell'accordo la banca elvetica si dichiara colpevole e si dice pronta a pagare una multa di 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi).

Levin aveva presieduto a febbraio un'audizione al Senato in cui la direzione del CS rispondeva di errori da parte di singoli collaboratori. La confessione di colpevolezza di ieri assesta un duro colpo all'evasione fiscale attraverso il segreto bancario, ha affermato Levin.

Rimane però un mistero capire perché gli USA non hanno insistito per farsi consegnare i nome dei clienti statunitensi che hanno frodato il fisco, ha detto Levin. Oltre 20'000 Americani sono stati detentori di conti presso Credit Suisse, la maggior parte di essi non ha mai dichiarato il proprio patrimonio alle autorità.

SDA-ATS